Un ulteriore capolavoro per Woody Allen con The wonder wheel uscito nella sale il . Inizialmente il regista era contrario riguardo alla scelta di girare questo film, in quanto non rispecchiava il suo genere “Coney Island. Anni ’50. La spiaggia. La passerella. Io lavoro qui. Alla postazione 7“, ha inizio con questa frase la prima scena del film, in cui si vede uno dei protagonisti, Mickey in spiaggia intento a raccontare la storia. La trama non è molto elaborata, è un film scorrevole e poco impegnativo per lo spettatore. Viene raccontata la storia d’ amore di un giovane aspirante drammaturgo e una donna sposata, Ginny, con un figlio e un marito violento ed alcolizzato. Ciò che fa avvicinare i due è la passione per l’arte, in particolare il cinema, infatti la donna era un ex attrice abbandonata dal marito anche lui facente parte del mondo dello spettacolo. La storia clandestina fra i due sembra procedere a gonfie vele, finché non arriva la figlia del marito Carolina, avuta da un precedente matrimonio. La ragazza raggiunge il padre scappando dal marito, un ganster che la cercava per ucciderla, dopo che aveva rilevato alcune informazioni su l’uomo al FBI. Nonostante i cinque anni di separazione il padre l’accoglie a casa e Carolina trova un lavoro e frequenta la scuola serale. Per una banale casualità (un libro cadutole in testa) Carolina conosce Mickey e i due si innamorano. Quando l’attrice scopre che fra i due giovani è nato qualcosa decide di vendicarsi. Una sera quando i due si danno appuntamento in una pizzeria del posto, la donna nota che gli scagnozzi dell’ex marito sanno dove si trova la ragazza, inizialmente sconvolta corre al telefono più vicino per avvisare la coppia, ma pensando alla sua storia d’amore finita male non lo fa. La ragazza dopo aver cenato decide di fare un giro da sola. Di lei il giorno seguente non si hanno più traccie. Il padre il giorno seguente chiede spiegazioni a Mickey ma non sa nulla sulla sua scomparsa. Il giovane si reca dal ex amante trovandola vestita con gli abiti da scena, la donna gli assicura di non saperne nulla. Infine il marito l’accusa di essere coinvolta nella scomparsa della figlia e minaccia di ucciderla, ma i due finiscono per guardare il tramonto insieme, salvandosi ancora una volta dalla solitudine presente nelle loro vite. La luce che viene presa dalla natura e trasferita sui personaggi è opera della collaborazione di Woody Allen con Vittorio Storaro. La luce del tramonto viene attribuita a Ginny, mentre Carolina assume i colori della notte. Inoltre sono presenti le numerose luci del Luna Park. Particolare è la scena in cui si vedono due stanze, una illuminata dal sole, dove si trovano Ginny e suoi figlio, mentre l’altra dalle tonalità grigiognole, dove si trova la psicologa del figlio. In queste occasioni l’autore accompagna i mutamenti sentimentali con quella dallo stesso definita “fisiologia del colore”.

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