Calabria: una Regione che potrebbe vivere di turismo!

Facciamo il punto sul XV rapporto sul turismo elaborato dal Sistema informativo turistico della Regione Calabria: questo settore è davvero in crescita?

Nel mese di giugno è stato presentato, dopo alcuni anni di assenza ingiustificata, il XV rapporto regionale sul turismo. Un report, redatto dal Sistema informativo della Regione Calabria, riguardante l’ultimo decennio, che si sofferma in particolare sull’evoluzione dell’attività turistica nel triennio 2015/2017. Ovviamente, i dati relativi all’attuale stagione estiva, non possono essere ancora a nostra disposizione. Il 2017, ha illustrato la direttrice della ricerca Mariza Righetti, è stato da record, avendo registrato circa 1.800 milioni di arrivi e 9 milioni di presenze. In crescita notevole, stando al report, anche il turismo estero, una novità assoluta per la nostra Regione, con 317 mila arrivi per circa 2 milioni di pernottamenti. Il Presidente della Regione, Mario Oliverio, pur avendo appreso con cautela i numeri in esame, ha esclamato con forza la sua soddisfazione: “Oggi possiamo veramente dire che la Calabria non è più isolata. Il nostro impegno è stato indirizzato soprattutto ad agevolare l’accessibilità anche con strumenti legislativi.” Oliverio ritiene indispensabile investire in maniera massiccia sugli interventi infrastrutturali, relativi allo sviluppo della mobilità. Interventi che vengono annunciati da svariati anni e che si spera possano trovare la luce al più presto in modo da evitare prima di tutto “l’isolamento” interno in una Regione che, complice anche la conformazione territoriale, non permette spostamenti agevoli tra le varie città calabresi.

 

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Mario Oliverio. Fonte: Telemia

Perché, allora, non puntare maggiormente sul trasporto ferroviario? La risposta ce la dà Mario Oliverio: “Si sta investendo in operazioni di carattere infrastrutturale e dal 2019 sarà sui binari il nuovo treno Pop capace di percorrere 100 km in mezz’ora. Per quella data avremo anche la nuova ferrovia jonica Catanzaro-Sibari e dal 2020 la Catanzaro-Reggio Calabria.”  Il Presidente esalta anche il ruolo giocato dall’Aeroporto internazionale di Lamezia: secondo i dati messi a disposizione dalla Sacal, c’è stata una crescita esponenziale dei turisti internazionali tra il primo gennaio ed il 31 marzo dell’anno corrente. Un aumento del 49% rispetto all’anno passato. Un dato altamente positivo che avrebbe incantato il  turismo tedesco: non a caso, per la prima volta in Italia, nel mese di ottobre, proprio in Calabria, si svolgerà la 68′ edizione del meeting annuale del turismo tedesco con ben 650 tour operator. Operatori turistici che già hanno predisposto dei seri piani strategici con strutture all’avanguardia (in particolare nel vibonese e nella costa tirrenica) e con investimenti volti ad incrementare soprattutto i flussi turistici dalla Gran Bretagna. Si inizia a toccare un tasto dolente: il trasporto aeroportuale, di fatto, va a gonfie vele esclusivamente nel territorio lametino: non avrebbe fatto comodo a tutti, ai fini del potenziamento del turismo, conferire un ruolo strategico anche agli altri due aeroporti calabresi? Il Sant’Anna di Crotone stenta a decollare, stesso discorso vale per il Tito Minniti di Reggio Calabria: entrambi sono da circa un anno sotto la gestione della società Sacal ma, sebbene, le trovate pubblicitarie sembrino dimostrare il contrario, né Reggio e né Crotone sembrano aver allacciato le cinture e spiccato il volo!

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Immagine estrapolata dal sito istituzionale Sacal.it

Il tanto decantato asse Messina-Reggio Calabria per adesso è rimasto impresso sulla carta. Il porto a vocazione turistica della bella Reggio deve accontentarsi di qualche nave da crociera sparsa nei vari mesi dell’anno (e meno male che ci sono i crocieristi!) e di sporadici aliscafi da e per le Isole Eolie. Troppo poco per una città che potrebbe vivere di turismo! Accanto a questi dati altamente positivi, permangono, in particolare in alcune aree calabresi, dei problemi atavici forse troppo spesso sottovalutati. Il tema Aeroporto dello Stretto sembra quasi essere caduto nel dimenticatoio! La Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Camera di Commercio non fanno neppure parte del tavolo delle trattative della Sacal e, permanendo questo stallo, di fatto non avranno mai voce in capitolo. Una nota positiva merita, però, di essere riportata: finalmente Reggio, grazie ad una sinergia tra Città Metropolitana e la Camera di Commercio, ha una guida turistica d’eccellenza. Una guida voluta grandemente dal Presidente della Camera di Commercio Tramontana, una guida che ha l’obiettivo di condurre il turista verso la scoperta del nostro patrimonio paesaggistico e culturale.

 

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Il Sindaco Metropolitano Giuseppe Falcomatà e il Presidente della Camera di Commercio Antonino Tramontana. Fonte: newztv

Chiusa la parentesi relativa alla nostra città, analizziamo in maniera critica, prendendo in esame il parere espresso da Federalberghi Calabria, i numeri del XV rapporto regionale sul turismo. Il Presidente di Federalberghi Calabria, Vittorio Caminiti, denuncia “la terziarietà dell’Osservatorio e propone che a fare le analisi siano istituti non influenzabili politicamente”. Caminiti appare fortemente scettico sui dati, i quali, a suo avviso, sono stati smentiti sin da subito sia da un’indagine di Demoskopica, in riferimento ai flussi turistici stranieri, sia dalla stessa Federalberghi. Un report condotto da quest’ultima dimostra che nell’estate 2018 (quindi il trend non sarebbe positivo nella stagione estiva ancora in corso come definito dal XV rapporto) si registra “un calo da stimarsi tra il 20% e il 30% degli arrivi in Calabria”. Caminiti rimane prudente, sostenendo che per avere un quadro più completo bisognerà attendere i dati definitivi. “Anche la legge sui b&b approvata da poco premia i soggetti che la mattina fanno un lavoro e la sera si improvvisano imprenditori e penalizza gli albergatori e le strutture ricettive professionali. E poi con 15 milioni di finanziamento annui cosa si dovrebbe realizzare se solo ristrutturare un albergo con 50 camere costa due milioni di euro?” Questa la provocazione lanciata da Caminiti.

Intanto c’è chi, in assenza di strutture all’avanguardia, ha creato una piccola impresa turistica, attirando l’attenzione anche dei media nazionali e internazionali: parliamo di Belmonte Calabro, in particolare di sette comuni amici che hanno contribuito alla rinascita del borgo calabrese che rischiava di diventare “fantasma”. Sette persone, senza alcun capitale cospicuo, hanno dato vita ad un’associazione, chiamata “A Praca” (roccia nel dialetto di Belmonte), ed hanno fatto rinascere e ristrutturare 14 case abbandonate del paese, facendo nascere un albergo, “Ecobelmonte”, attraverso i principi della bioarchitettura.

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Scorcio di Belmonte Calabro

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