I Thegiornalisti incantano l’Unipol Arena di Bologna

Aspettando la tappa del "Love tour" al Palacalafiore di Reggio Calabria (3 aprile 2019), noi de IlSaccente.it, presenti all'Unipol Arena il 23 ottobre, vi diamo alcune anticipazioni sul concerto, esponendo il nostro punto di vista.

Noi redattori de IlSaccente.it siamo dei girovaghi. Per motivi di studio o di lavoro siamo ben distribuiti in tutte le regioni italiane. Questo può essere un grande vantaggio sotto certi punti di vista. Il 23 ottobre colui che scrive, insieme al grande amico Matteo Sportelli, ha potuto osservare dal vivo i Thegiornalisti. L’Unipol Arena di Bologna era sold out. Un crogiolo di generazioni ha riempito uno dei palazzetti più grandi d’Italia.

Tommaso Paradiso non piace soltanto ai giovanissimi. Questo è un grande merito per un front-man. Riesce ad essere un catalizzatore di generazioni rappresentando il capostipite di certe sonorità inedite ma allo stesso tempo legate (per sua stessa ammissione) agli artisti che hanno fatto la storia della canzone italiana: Vasco, Venditti, Dalla.
Ciò che affascina di Paradiso è la grande naturalezza con cui gestisce il palcoscenico e la genuinità che trasmette il suo personaggio: colleziona soldout ma resta sempre ancorato ad uno stile semplice e “casereccio”. La sua passione per Carlo Verdone è evidente nel suo modo di fare, potrebbe benissimo essere un protagonista della commedia all’italiana, di un cinema leggero e popolare.
Nei suoi brani ascoltiamo i fatti della sua vita e immaginiamo lui seduto al pianoforte ad elaborare nuove strofe. Ecco perché ci si immedesima nelle canzoni dei Thegiornalisti: sono racconti di vita quotidiana, di amori persi, di vacanze all’italiana, di litigate con la fidanzata/il fidanzato, di maglioni prestati, di serate in cui si esagera.
Ci si emoziona perché sono vicende di tutti noi che Paradiso ha trasformato in successi.

Andare ad un concerto dei Thegiornalisti non è un’esperienza così semplice: significa avere a che fare con i ricordi, con le delusioni, con ciò che si è cercato di rimuovere e con i sogni. Tommaso Paradiso scava nei meandri delle nostre vite e ci mette faccia a faccia con le emozioni. Si piange, si ride, si pensa e si fantastica.

Tommaso Paradiso incanta l’Unipol Arena
 L’INIZIO DEL CONCERTO

Come da prassi, Tommaso Paradiso si fa attendere. Il clima è surreale, tutti non vedono l’ora di scatenarsi. I romantici sperano che le canzoni della band possano fare da cornice ad una futura storia d’amore. I delusi trovano nei testi di Tommaso parole di rassegnazione e rabbia. È “Zero stare sereno” del nuovo album “Love” ad aprire le danze. Un brano che considero troppo “estivo” e un po’ in antitesi rispetto al contenuto degli altri testi. Un vero e proprio inno alla leggerezza. Tommaso è un animale da palcoscenico sin dall’inizio. Balla, coinvolge il pubblico ed emoziona.

 

IL FRONT-MAN

I Thegiornalisti nascono con l’intento di raccontare le proprie cronache personali. Cronache che vengono fatte proprie da coloro che li ascoltano. Una canzone assume diverse interpretazioni in base allo stato d’animo di ognuno di noi. Tommaso Paradiso sarà considerato ormai un cantante mainstream, che si è venduto ad una casa di produzione, ma perché avrebbe dovuto limitare le sue enormi potenzialità senza mettere a disposizione di tutti la propria musica? L’evoluzione del front-man è straordinaria. Da cantante di nicchia si è trasformato in uno di noi.

ALTERNANZA PERFETTA TRA VECCHIO E NUOVO

Il concerto è un alternarsi di brani del vecchio repertorio e del nuovo. Vengono proposti capolavori dell’album “Completamente Sold Out“. Capolavori che hanno reso celebre Tommaso Paradiso. “Vieni e cambiami la vita” trasmette sentimenti controversi: da un lato una grande solitudine, dall’altro, la voglia di condividere “quel che ho sempre fatto. Ora anche con te“. “Sbagliare a vivere” cantata live commuove come non mai: dà una speranza a tutti gli innamorati, che per un motivo o per un altro, non riescono a dimostrare il proprio amore. Tommaso dà una speranza alla gente che pensa di non potersi giocare le proprie carte. Alla gente che si sottostima.

Completamente” continua ad essere il mio brano: chi non ha mai guardato come un pazzo quella che sembrava essere la donna della propria vita. Lo stesso Tommaso si emoziona insieme a noi, sussurra parole al microfono, rende partecipi anche gli altri componenti del gruppo. È il leader indiscusso della band ma ci fa capire che senza Marco Primavera e Marco Antonio Musella la baracca non va avanti.

 

 

SOLD OUT È SEMPRE UN COLPO AL CUORE

A circa metà concerto, Tommaso rispolvera “Sold Out“. Un brano che è stata la fortuna dei Thegiornalisti. L’associazione Thegiornalisti=Sold Out è automatica. Paradiso deve molto a questo testo. Lo annuncia a modo suo. “Vorrei morire brillo” dice. Dopo quella frase magica il front-man inizia a scatenarsi, a saltare insieme al suo pubblico. Giovani e meno giovani conoscono a memoria il testo, è un vero e proprio spettacolo di luci e suoni.

IL NUOVO ALBUM

Sono le 22. Vediamo comparire dei palloncini giganti di colore rosso. Capiamo sin da subito che si tratta di “Love“. Tommaso non parla mai di amori banali. Dà rilievo alle cose semplici dell’amore, alle discussioni, alla condivisione. Un sentimento che può salvare e fare arrivare “in fondo a quei giorni in cui non riesco a salire le scale“. Un sentimento che può anche essere salvifico.

Come detto in precedenza, l’alternanza tra vecchio e nuovo è perfetta. “Proteggi questo tuo ragazzo” (album Fuoricampo) ci fa ripercorrere il “vecchio” Tommaso Paradiso. Un cantante che, ai tempi di quel testo, era molto più riflessivo. Non faceva una musica di “massa”. Forse erano testi rivolti ad un pubblico meno generalista.

QUESTA NOSTRA STUPIDA CANZONE D’AMORE

Dopo “Love” Tommaso lancia una canzone che è già diventata un cult. Una canzone magica. Il front-man invita tutto il pubblico ad utilizzare la torcia degli smart-phone. È uno spettacolo coinvolgente. Tommaso, nonostante i consueti occhiali scuri, diventa un tutt’uno con il palazzetto bolognese illuminato.

PER CONCLUDERE

Non potendo parlare, per ragioni di spazio, di tutti i singoli brani cantati da Tommaso ci avviamo verso la conclusione. Non casualmente, il front-man sceglie di chiudere il concerto con il brano “Dottor House“. Un brano che non parla di amore ma di una figura televisiva che mai è stata analizzata in profondità. Un dottore che si mette in gioco, un autentico folle che dovrebbe essere una fonte di ispirazione. La chiusa del testo è enormemente profonda: si coglie il disagio di Tommaso. Un ragazzo che “cerca solo un padre” e che prova a trovarlo nei personaggi del cinema e della televisione. Durante l’esibizione ci sono soltanto Tommaso ed il suo pianoforte. Come se fosse nel suo salotto di casa!

 

 

 

 

 

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