I cambiamenti della moda sulla società odierna: la visione di omosessualità

Cosa succede quando nella moda la figura dell'uomo perde mascolinità a favore di un atteggiamento che non sceglie sessualità?

Ancora oggi c’è chi pensa all’industria della moda come un settore lontano dalla vera e propria “industria”.

Cosa significa? L’associazione moda-creatività va a sopraffare tutte le figure che lavorano per far funzionare una macchina in continua evoluzione. In particolare in Italia, la percentuale di guadagno legato alle case di moda Made In Italy è importante, ma pare che rimanga sempre un sistema poco rilevante, per chi purtroppo, non è informato. Le aziende di lusso o quelle low-cost sono delle vere e proprie realtà lavorative: hanno bisogno del settore Risorse Umane, Commerciale, Legale, Marketing, Amministrativo e di certo non manca la sezione Stile, Immagine e quella Creativa. Si parla di azienda strutturare al pari, insomma, di realtà come l’automitive o la telefonia.

La questione del giorno però non è tanto legata all’industria quanto all’impatto ancor più importante che la moda ha sulla società. Anche questo però viene ignorato. Strano, perché, a partire da come ci si presenta ad un colloquio di lavoro o al bar per un incontro, si è pronti a giudicare. Chi più, chi meno. Ma un’idea generale inevitabilmente prende forma nella mente. Il nostro impatto si basa sull’attimo ma il risultato è dato da un processo che  ha inizio nelle fabbriche, nell’hand made, nel duro lavoro.

Per dirla alla Miranda Priestly:

Oh, ma certo, ho capito: tu pensi che questo non abbia nulla a che vedere con te. Tu apri il tuo armadio e scegli, non lo so, quel maglioncino azzurro infeltrito per esempio, perché vuoi gridare al mondo che ti prendi troppo sul serio per curarti di cosa ti metti addosso, ma quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo, e sei anche allegramente inconsapevole del fatto che nel 2002 Oscar de la Renta ha realizzato una collezione di gonne cerulee e poi è stato Yves Saint Laurent se non sbaglio a proporre delle giacche militari color ceruleo. […] E poi il ceruleo è rapidamente comparso nelle collezioni di otto diversi stilisti.
Dopodiché è arrivato a poco a poco nei grandi magazzini e alla fine si è infiltrato in qualche tragico angolo casual, dove tu evidentemente l’hai pescato nel cesto delle occasioni, tuttavia quell’azzurro rappresenta milioni di dollari e innumerevoli posti di lavoro, e siamo al limite del comico quando penso che tu sia convinta di aver fatto una scelta fuori delle proposte della moda quindi, in effetti, indossi un golfino che è stato selezionato per te dalle persone qui presenti… In mezzo a una pila di roba.
credits_sgaialand.it
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Da “Il Diavolo veste Prada”.

E se non fosse stato per Gabrielle Chanel le donne avrebbero mai indossato una minigonna? Di altri esempi ne troveremmo a bizzeffe ma arrivando sino ad i giorni nostri quale sarebbe la novità del rivoluzionario Fashion System? L’impatto sulla società odierna? Oggi che, come si è soliti dire “è già stato inventato tutto”. Forme, colori, tessuti, ricombinati anche in più varianti e soluzioni.

La moda anticipa, la moda sottolinea, la moda spinge e rivoluziona la società.

Specialmente in Italia stiamo vivendo un cambiamento riguardante l’atteggiamento verso l’omosessualità e nei riguardi di un qualcosa che si è sempre tentato di celare.

Oggi siamo proiettati verso la libertà di espressione, la sicurezza in ciò che si è senza bisogno di giustificazioni o cambiamenti. I programmi televisivi spingono all’accettazione delle relazioni di egual sesso ed ancor di più alla difesa ed alla tutela degli individui che incontrano difficoltà da tutta la vita. La moda, da parte sua, si muove silenziosamente ma in modo dirompente, a ritmo di camminate decise sulle passerelle delle fashion week. E’ qui che il potere della visibilità mondiale pesa sulle scelte stilistiche degli show. A partire dai/dalle modelli/e.

La figura dell’uomo infatti sta perdendo mascolinità a favore di un atteggiamento che non sceglie sessualità, così come le movenze della donna. La riconoscibilità del sesso passa in secondo piano, incoraggiando una nuova fluidità di scelta dei capi. Donne e uomini possono quasi indossare l’uno i capi dell’altro, e per quanto si tratti di abiti, il concentrare l’attenzione su una possibilità, e non su limiti, va a rafforzare l’atteggiamento del singolo “all’antigiudizio”. Abituarsi a non rimanere a bocca aperta ed ad abbandonare il pensiero schematico di scelte: bianco/nero, maschio/femmina, bello/brutto, grasso/magro. Riuscire a vedere individui e nient’altro, sarebbe un passo avanti per l’umanità, sopratutto per un’Italia bigotta e retrograda che in fin dei conti nasconde ben altro che integrità.

 

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