I complottisti al Governo

Ieri il senatore Lannutti (M5S) ha twittato che le banche sono nelle mani dei ” Savi di Sion”. Fantasie degne di Roberto Giacobbo. Dagli anti-vaccini, fino ai terrapiattisti. La platea delle correnti dello scetticismo a Cinque Stelle è veramente ampia. La necessaria premessa è che il grillismo  nasce come un movimento anti sistema. Di origine civica, che inizialmente metteva in campo idee piuttosto rivoluzionarie, caratterizzate da ecologismo e uno spiccato interesse per i rapporti tra Internet e politica.

L’adolescenza, se così la vogliamo chiamare, è fortemente caratterizzata dalla tendenza a considerare nemico tutto ciò che rappresenta la politica tradizionale, in altre parole, l’establishment. E la ragione di questa inversione di tendenza è di opportunità politica. Una fase storica in cui l’elettorato si trovava disilluso di fronte alle esperienze dei governi dei partiti tradizionali. Considerati, nell’immaginario collettivo a Cinque Stelle, come causa ed inizio della crisi economica. I grillini hanno quindi avuto la capacità di captare due principali sentimenti: la rabbia e la delusione; capitalizzandoli e trasformandoli in consenso elettorale. Ma questo ce lo eravamo già detti. La novità è che da forza di opposizione per antonomasia, il M5S si è ritrovato da un giorno all’altro con un enorme consenso tra le mani e la maggioranza relativa in Parlamento. E fare opposizione stando al governo è un paradosso degno dei migliori sofisti. Ma la realtà spesso supera le speculazioni della mente.

E così ci troviamo davanti ad un Governo che pur di addossare a qualcuno le responsabilità di fallimenti e decisioni decisamente contro la propria linea (vedi salvataggio Banca Carige), inventano fantasmi e nemici dovunque, dalle lobby delle banche, ai burocrati di alto rango nei ministeri. Insomma dopo l’adolescenza ribelle, è arrivato il momento di prendersi le proprie responsabilità e governare. E di discreti successi ne sono arrivati, a partire dall’approvazione della Manovra del Popolo. Quanto agli effetti, staremo a vedere. E mentre le dietrologie e i complottismi restano il principale argomento della base parlamentare, i colonnelli del Movimento con incarichi di Governo, difendono l’operato della coalizione di maggioranza.

Ma il Movimento si fonda sul consenso di parti di paese che nutrono sfiducia in tutto ciò che rappresenta il potere costituito, tutte le verità assolute del vecchio establishment. Come disse il regista Virzì, il Governo a Cinque Stelle rappresenta la rivincita di chi andava male a scuola. Di chi mette in dubbio le verità della scienza, l’andamento della finanza globale, perchè prodotti di quel potere che hanno tanto osteggiato.

Su un piano più alto, le forze populiste sono il principale risultato politico del relativismo. In un campo in cui le visioni complessive del mondo, i valori sono le fondamenta ideologiche di movimenti e partiti. I Cinque Stelle lasciano che i propri elettori si facciano abbindolare dalle ombre degli idoli, come nella Caverna di Platone.

E così, quella crisi dei valori, tanto rappresentata dai filosofi del Novecento prende piede anche in politica. Ma la crisi è fase di cambiamento per eccellenza. Per adesso, il M5S si ritrova senza un effettivo impianto ideologico di base, ma con la sola avversità per tutto quello che rappresenta il sistema a farla da padrone. Adesso che il sistema sono loro, verso chi punteranno il dito?

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