Reddito di cittadinanza e Quota 100: ecco i dettagli delle misure

Nella giornata di ieri è stato dato il governo ha approvato il decreto legge che contiene le due misure economiche. Ecco nel dettaglio regole e condizioni.

Nella giornata di ieri, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che contiene le norme sul “reddito di cittadinanza” e “quota 100“, le due riforme economiche al centro del contratto di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega. Ad annunciarlo è stato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in conferenza stampa con Luigi Di Maio e Matteo Salvini. L’approvazione del decreto era stata rimandata più volte e anche negli ultimi giorni molti temevano che, a causa delle difficoltà nel trovare coperture economiche per i due interventi, il Consiglio dei Ministri sarebbe stato posticipato un’altra volta.

REDDITO DI CITTADINANZA 

Il provvedimento prevede uno stanziamento di quasi 6 miliardi di euro per il 2019, 7,5 nel 2020 e 8 nel 2021 e dovrebbe iniziare ad essere erogato ad Aprile. Il sostegno è destinato a un milione e 437.000 famiglie con un reddito al di sotto della soglia di povertà, il 47% al Centro Nord mentre il 53% al Sud e nelle Isole.

  • Requisiti

Il requisito di cittadinanza previsto per ottenere il sussidio è quello di essere cittadini italiani, europei o lungo soggiornanti e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa. Per quanto riguarda il reddito, il requisito per accedere al sostegno è quello di un Isee annuale inferiore ai 9.360 euro. Il requisito patrimoniale, invece, prevede un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, fino ai 30.000 euro annui; inoltre, un patrimonio finanziario di 6.000 euro (fino a 20.000 per le famiglie con disabili). Nessun membro del nucleo famigliare deve possedere un’auto immatricolata nei sei mesi precedenti, o possederne una di oltre 1600cc di cilindrata (250cc per le moto), né una barca. Oltre a chi non soddisfa i requisiti, sono esclusi dal reddito di cittadinanza coloro che si trovano in carcere, i ricoverati in lunga degenza o altre strutture assistenziali a carico dello Stato, e le famiglie che hanno all’interno del proprio nucleo chi si è dimesso dal proprio lavoro nei dodici mesi precedenti. Chi non spenderà per intero il reddito di cittadinanza nel mese di ricezione perderà l’importo.

  • Quanto si percepito con il Reddito di cittadinanza

– Nel caso di un cittadino single l’importo massimo del Reddito di cittadinanza in quanto tale arriva fino a 500 euro. A questa cifra si potrebbe aggiungere un importo di 280€ se si è titolari di un contratto di affitto o 150€ se si vive in una casa di cui si sta pagando un mutuo. Solo in questo modo l’importo massimo totale può raggiungere i 780 euro. Diversamente, se ad esempio si vive in una casa di proprietà, la cifra massima arriva a 500 euro.

– Una famiglia composta da due adulti e due figli minorenni avrà diritto fino a 1.180€ al mese: fino a 900€ come integrazione al reddito; 280€ di contributo per l’affitto o 150€ per il mutuo. Una famiglia con due adulti, un figlio maggiorenne e un figlio minorenne avrà fino a 1.280€ al mese: 1.000 di sostegno al reddito, 280 al mese come contributo per l’affitto o sempre 150€ per il mutuo. Nel caso di due adulti, un figlio maggiorenne e due figli minorenni, si avrà diritto fino a 1330€ al mese: fino a 1.050€ come integrazione al reddito e sempre i 280€ nel caso di affitto o 150€ per il mutuo. Una somma integrativa sarà riconosciuta alle famiglie che hanno al loro interno una persona diversamente abile.

– È previsto inoltre un contributo agli anziani poveri: un pensionato che vive solo e non ha una casa di proprietà avrà una pensione di cittadinanza di 780€, di cui 150€ per pagare l’affitto. Un nucleo familiare arriverà invece fino a 1032€. La pensione di cittadinanza sostituirà quella di invalidità.

A quanto ammonterà l'integrazione del reddito di cittadinanza secondo la bozza in una infografica di Centimetri, 6 gennaio 2019. ANSA/CENTIMETRI
A quanto ammonterà l’integrazione del reddito di cittadinanza secondo la bozza in una infografica di Centimetri.
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  • Cosa bisogna fare per richiedere il Reddito di cittadinanza

Il Reddito di cittadinanza potrà essere richiesto ai Caf o alle Poste. L’Inps verificherà i requisiti. Verrà poi erogato con una carta prepagata di Poste. La richiesta potrà essere fatta anche via Internet, sul sito dedicato che sarà pronto a marzo. Per ottenerlo però tutti i membri del nucleo dovranno aderire a un “percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale” presso i Centri per l’Impiego e garantire la disponibilità a partecipare a progetti socialmente utili per 8 ore settimanali. In particolare, per quanto riguarda il “Patto per il lavoro”, i beneficiari dovranno iscriversi alla piattaforma dedicata alla ricerca di lavoro, svolgere una ricerca attiva del lavoro e accettare i percorsi di formazione (suggeriti da enti di formazione bilaterale, enti interprofessionali o aziende). I beneficiari sono obbligati ad accettare almeno una delle tre proposte di lavoro suggerite, mentre dopo 12 mesi di fruizione del sussidio bisognerà accettare la prima offerta.

  • Le condizioni e le sanzioni previste per chi riceve il sussidio

Chi dovesse mentire sui requisiti per potere accedere al Reddito di Cittadinanza rischia una condanna da 2 a 6 anni e, a condanna definitiva, è obbligato a restituire quanto incassato. Inoltre gli è inibita la possibilità di richiedere il sussidio per i successivi 10 anni. Ci saranno inoltre norme “anti-divano”, come ha detto lo stesso Di Maio. Il reddito di cittadinanza dura 18 mesi, rinnovabili dopo la sospensione di un mese. Entro i primi 12 mesi, la prima offerta di lavoro potrà arrivare nel raggio di 100 chilometri o 100 minuti di viaggio. Se viene rifiutata, la seconda offerta potrà arrivare nel raggio di 250 chilometri. E se anche questa viene rifiutata, la terza offerta potrà arrivare da tutta Italia. Dopo il primo anno, anche la prima offerta potrà arrivare fino a 250 chilometri, mentre la terza potrà arrivare da tutto il territorio nazionale. Dopo i 18 mesi tutte le offerte possono arrivare da tutto il territorio nazionale. Per le famiglie con persone disabili le offerte di lavoro non potranno mai superare i 250 chilometri.

  • Incentivo per le assunzioni di chi riceve il sussidio

Le imprese che assumono chi riceve il Reddito di cittadinanza potranno ottenere un incentivo, ossia un tot di mensilità di sgravi fiscali: sarà la differenza tra 18 mensilità e il numero di mensilità già ricevute dal beneficiario. Ad esempio, nel caso di un beneficiario che riceve il reddito da Aprile e viene assunto ad Ottobre, l’azienda ottiene 12 mensilità di sgravi fiscali (18 meno i mesi in cui il beneficiario ha ricevuto il sussidio, cioè 6 da Aprile a Settembre).

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PENSIONE A QUOTA 100 

Per “Quota 100” si intende un meccanismo di pensionamento anticipato che consente di lasciare il lavoro prima di avere maturato i requisiti attualmente in vigore dal primo Gennaio. Per dare il via libera al decreto, la Ragioneria generale dello Stato ha preteso l’introduzione di un articolo per il monitoraggio della spesa e il pronto intervento del governo nel caso in cui si profilino uscite superiori alle disponibilità stanziate (nel caso di Quota 100, 3,9 miliardi per il 2019). In sostanza, se servissero più soldi, si provvederebbe o tagliando altri capitoli di spesa del Ministero del Lavoro o, se questo non fosse sufficiente, con una vera e propria manovra.

  • Cosa prevede Quota 100

I requisiti per il pensionamento, in vigore dal primo gennaio di quest’anno, prevedono 67 anni di età per gli uomini e 66 anni e 7 mesi per le donne con 20 anni di contributi, oppure in base alla contribuzione 43 anni e 5 mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 5 mesi per le donne indipendentemente dall’età. Quota 100 permette invece a chi ha 62 anni di età e ne ha maturati 38 di contributi di scegliere se andare in pensione. È inoltre previsto un abbassamento del requisito contributivo, ripristinandolo a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Quota 100 riguarda il periodo 2019-2021 in via sperimentale e una platea di un milione di persone, per un investimento totale di circa 22 miliardi.

  • Quando si potrà andare in pensione con Quota 100

– Nel settore privato, chi ha maturato i diritti per accedere a Quota 100 entro il 31 Dicembre 2018 potrà andare in pensione dal primo Aprile 2019; chi li matura dal primo Gennaio 2019 avrà diritto alla pensione tre mesi dopo.

– I dipendenti pubblici, invece, seguono regole diverse. I lavoratori che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2018 avranno accesso alla pensione dal primo di Agosto, per gli altri la decorrenza partirà sei mesi dopo la maturazione dei requisiti con l’obbligo di preavviso di sei mesi. Se un lavoratore ad esempio raggiungesse i requisiti dal primo Maggio, potrebbe andare in pensione dal primo Novembre. I lavoratori della scuola possono andare via a inizio anno scolastico, cioè a Settembre.

  • La pensione si riduce con Quota 100?

No, non c’è alcuna penalizzazione, perché chi lascia il lavoro con quota 100 incassa tutto quanto maturato fino a quel momento. Andare in pensione prima siginifica però inevitabilmente versare meno contributi rispetto a quanto sarebbe accaduto se si fosse atteso il raggiungimento dell’età per il pensionamento di vecchia. Versando di meno si incassa di meno. Quanto? L’Ufficio parlamentare di bilancio ha condotto delle simulazioni prima di conoscere il testo definitivo del provvedimento, ipotizzando tagli dal 9 al 34%.

  •  Indennità sostitutiva, pace contributiva e Tfr.

– L’Ape sociale resta anche per il 2019. È un’indennità fino a 1.500€ al mese che particolari categorie possono ottenere fino all’età per la pensione di vecchiaia. Servono 63 anni di età e 30 di contributi, o direttamente 36 di contributi.

– È possibile inoltre riscattare periodi di buco contributivo per massimo 5 anni. Il riscatto del periodo di laurea sarà agevolato fino ai 45 anni. Bisogna aver cominciato a lavorare dopo il 1995.

– Per tutti i pensionati pubblici (e non solo per quelli di Quota 100) c’è la possibilità di ottenere subito (ad oggi si aspettano 2-3 anni) l’anticipo del trattamento di fine rapporto (Tfr), ma fino alla cifra massima di 30 mila euro.

  • Cumulo redditi e cumulo contributi

– Coloro che decidono di andare in pensione con quota 100 non possono, fino al raggiungimento dei requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia (67 per gli uomini, 66 e 7 mesi per le donne), cumulare altri redditi da lavoro, tranne che occasionali fino a 5 mila euro l’anno.

– Il decreto prevede inoltre la possibilità di cumulare i contributi riferiti a diverse gestioni, purché sempre in capo all’Inps.

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