Eroe o Mostro?

"Eroi e mostri. Il fantasy come macchina mitologica"

Eroe o mostro?

I due volti di Beowulf

Nei nostri ricordi delle superiori Beowulf è un grande eroe che sconfisse il terribile orco Grendel e sua madre in due scontri epici. A quel tempo ci sembrava tutto regolare; il bene trionfava sul male, i mostri soccombevano al coraggio di un grande uomo. Tuttavia, queste sono solo letture superficiali di quel grande poema che è il “Beowulf” e Alessandro Dal Lago lo dimostra efficacemente nel suo interessante saggio “Eroi e mostri. Il fantasy come macchina mitologica”.

Ben prima che si giunga all’analisi degli scontri fra l’eroe e le creature di cui si è parlato, Dal Lago mette in chiaro come, da un lato, il protagonista abbia un’essenza più mostruosa di quello che sembra mentre, dall’altro, Grendel sia più umano di quanto si direbbe. Lo stesso nome dell’eroe è un kenning (cioè una perifrasi) che si compone delle parole Beo- e -wulf, indicanti rispettivamente i termini api e lupo, e che si traduce come lupo delle api, cioè orso. Questo porta l’autore a mettere in evidenza il fatto che Beowulf sarebbe un tipo di guerriero denominato berserkr, ovvero un combattente che scendeva in battaglia ammantato in una pelliccia di orso e che era capace di grandi stragi senza avvertire alcun dolore per via dell’effetto analgesico procuratogli dalle sostanze psicotrope che era solito assumere.

Per quanto riguarda Grendel, Dal Lago si sofferma sui sentimenti umani di cui è parzialmente caratterizzato l’orco. Infatti, questi fa notare come il mostro sia descritto come quasi invidioso dell’atmosfera gioiosa che aleggia nella corte del re e, pertanto, come una creatura profondamente infelice che è stata costretta a vivere ai margini del mondo degli umani a causa della sua natura mostruosa.

Ma è quando si giunge al combattimento che si rivelano le essenze latenti delle due parti in gioco. La natura bestiale di Beowulf emerge nella scelta di affrontare il nemico abbassandosi al suo stesso livello, combattendo cioè a mani nude! Inoltre la ferocia con cui strappa un braccio all’orco sottolinea ancora una volta la sua essenza ferale sopita dietro il velo di una forma umana.

L’autore del saggio sopra citato continua il discorso affrontando anche la questione dell’interessantissimo scontro di Beowulf con la madre di Grendel e poi con un drago decine di anni dopo; inoltre prende le mosse da questo confronto per mettere in relazione la figura tradizionale dell’orco con quella elaborata da Tolkien, l’autore della celeberrima trilogia di romanzi fantasy “Il signore degli anelli”. Dunque, se vorrete approfondire la questione, non vi resterà che leggere “Eroi e mostri”!

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