Formula 1, le pagelle del GP d’Australia: Bottas dominatore, Ferrari sottotono

Valtteri Bottas trionfa davanti a Lewis Hamilton e Max Verstappen, 4° Vettel e 5° Leclerc

L’attesa è finita, è iniziata la 70a stagione di Formula 1. Nel circuito cittadino di Albert Park a Melbourne si è disputata la 35° edizione del Gran Premio d’Australia dove il finlandese Valtteri Bottas su Mercedes ha ottenuto il successo davanti al compagno di squadra, il britannico Lewis Hamilton, e all’olandese Max Verstappen su Red Bull. I ferraristi Sebastian Vettel e Charles Leclerc si sono piazzati rispettivamente al quarto e al quinto posto.

L’ordine d’arrivo della gara

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Il weekend si è aperto con la notizia della scomparsa improvvisa di Charlie Whiting, che si è spento nella giornata di giovedì all’età di 66 anni a causa di un’embolia polmonare. Prima del via piloti e team hanno osservato un minuto di silenzio in memoria del direttore di gara della Formula 1, in carica dal 1997 e figura storica del Circus.

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Durante le prime due sessioni invernali di test al Montmelò avevamo osservato una Ferrari piuttosto convincente, che faceva del bilanciamento il suo punto di forza principale. Inoltre le dichiarazioni di Hamilton e Toto Wolff lasciavano presagire che la Mercedes fosse più lenta di circa mezzo secondo rispetto alla Rossa. Nonostante si fossero nascoste, le Frecce d’Argento avevano dato l’impressione di  essere in difficoltà. Invece, si trattava della solita pretattica, messa in atto dal cinque volte campione del mondo per aumentare la pressione mediatica sul team di Maranello.

A Melbourne, già durante le prime prove libere del venerdì, la superiorità della Mercedes è apparsa piuttosto netta in tutti i settori del tracciato. Bisogna ricordare, però, che l’Albert Park non si adatta perfettamente alle caratteristiche della Ferrari. Come affermato dal team principal e direttore tecnico Mattia Binotto, il circuito cittadino di Melbourne fa storia a sé dal punto di vista aerodinamico. La SF90 è una monoposto sicuramente più estremizzata nelle sue forme rispetto alla vettura che lo scorso anno fu in grado di trionfare in Australia. L’inizio della nuova stagione vede subito il team di Stoccarda in grande forma.

Valtteri Bottas (voto 10) ha avuto la capacità di interrompere, seppur momentaneamente, il dominio di Hamilton. Il finlandese della Mercedes ha bruciato in partenza il compagno di squadra, dominando la gara dall’inizio alla fine. Con la conquista del giro veloce, inoltre, è diventato il primo pilota ad usufruire del punto aggiuntivo introdotto a partire da questa stagione, ottenendo 26 punti totali. Per lui si tratta del quarto successo in carriera, che arriva dopo un’annata molto difficile, in cui era rimasto a secco di vittorie.

Alle sue spalle si è piazzato Lewis Hamilton, autore della pole position. Il pilota britannico, dopo aver perso la prima posizione al via, non è riuscito a tenere il ritmo indiavolato del compagno di squadra, complice anche una strategia rivedibile. Voto 9 per il campione del mondo, che può comunque ritenersi soddisfatto perché la sua monoposto ha dimostrato, come da cinque anni a questa parte, di essere la favorita nella lotta al titolo.

La sorpresa del weekend è stato Max Verstappen che ha portato sul podio una vettura motorizzata Honda per la prima volta nell’era turbo-ibrida. Il giovane pilota olandese ha conquistato un terzo posto insperato alla vigilia, sopravanzando Sebastian Vettel con una manovra da fuoriclasse. Nel finale si è anche avvicinato a Lewis Hamilton senza riuscire ad averne ragione. Voto 9: sorprende per velocità e concretezza, aspetto fondamentale per un ragazzo che si era guadagnato l’appellativo di “Crashstappen”.

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Capitolo Ferrari. Sebastian Vettel non ha commesso particolari errori, ma il quarto posto non soddisfa le aspettative della vigilia. Ci sono, però, diverse attenuanti a favore del 31enne di Heppenheim: in primis la strategia del cosiddetto “undercut” nei confronti di Hamilton non è andata a buon fine, e il pit-stop anticipato ha costretto il tedesco ad un secondo stint più lungo del previsto. Inoltre, pare che la vettura di Vettel abbia accusato un problema di turbo lag, un ritardo del turbo che comporta una risposta meno pronta nell’erogazione di potenza. Voto 6,5 sulla fiducia per il tedesco, al volante di una Ferrari che è sembrata troppo brutta per essere vera.

Il nuovo arrivato Charles Leclerc (voto 7) ha ottenuto il suo miglior risultato in carriera, un quinto posto che poteva diventare quarto, se il team non gli avesse ordinato di accodarsi a Vettel nel finale di gara. Il monegasco ha commesso qualche errore nelle prove, e in gara è stato protagonista di un’escursione sull’erba, per fortuna senza conseguenze sulla monoposto. Il suo debutto sulla Rossa si può comunque definire confortante, anche perché si tratta di un pilota classe ’97, al suo secondo anno in Formula 1.

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Il primo degli “altri” è stato Kevin Magnussen su Haas, che si è confermato un pilota solido sia in qualifica che in gara. Lo stesso si può dire di Nico Hulkemberg al volante della Renault, che ha battuto il più quotato compagno di squadra Daniel Ricciardo, classificandosi settimo. Entrambi meritano un 8 per la costanza di rendimento.

All’ottava piazza troviamo l’eterno Kimi Raikkonen, che dall’alto dei suoi 39 anni, è ancora competitivo e non vuole saperne di smettere. Voto 7,5 per il campione finlandese che a fine gara non era pienamente soddisfatto del suo risultato, a testimoniare la confidenza che “Ice Man” ripone nel potenziale della sua Alfa Romeo. Da registrare il weekend da dimenticare del francese Pierre Gasly, iniziato con una pessima qualifica (17°) e terminato con una prestazione incolore in gara (11° al traguardo). Insufficienza non grave (5), ma da recuperare in fretta se vuole rimanere in Red Bull.

Rimandato il giudizio su Daniel Ricciardo (voto 5), appena approdato in Renaut. Al via il pilota di casa ha tentato con una manovra, a dir poco azzardata, di sorpassare gli avversari all’interno. L’italo-australiano è finito sull’erba danneggiando gravemente l’ala anteriore. L’incidente alla prima curva lo ha costretto ad una sosta che lo ha relegato in ultima posizione con un distacco incolmabile, di qui la scelta del ritiro.

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Impossibile giudicare le prove dell’esordiente George Russell e del ritrovato Robert Kubica, rispettivamente penultimo ed ultimo. La Williams si era presentata ai test di Barcellona senza vettura, iniziando le prime prove soltanto il quarto giorno, dopo aver assemblato la monoposto in fretta e furia. La scuderia di Grove, diretta da Claire Williams, figlia del mitico Frank, sta risentendo di diversi sconvolgimenti dal punto di vista organizzativo: il direttore tecnico Paddy Lowe, che ha fatto la fortuna della Mercedes fra il 2013 e il 2017, ha momentaneamente abbandonato il team inglese, prendendosi un periodo di aspettativa. La speranza di tutti gli appassionati è che la scuderia possa un giorno tornare ai fasti degli anni ’90, quando i mitici Nigel Mansell, Alain Prost, Damon Hill e Jacques Villeneuve dominavano la Formula 1.

Prossimo appuntamento il 31 marzo in Bahrain sul circuito di Sakhir per un weekend che si preannuncia piuttosto “caldo”.

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