Lebron James supera Michael Jordan nella classifica dei migliori marcatori di sempre

King James supera il suo idolo diventando il quarto realizzatore all-time in Nba

Il conto alla rovescia è terminato: Lebron James ha finalmente raggiunto e superato Michael Jordan nella classifica dei migliori marcatori di sempre in Nba. Il sorpasso, atteso da diversi mesi, si è concretizzato nel match interno disputato dai Lakers contro i Nuggets.

La franchigia di Denver si è presentata allo Staples Center di Los Angeles forte della seconda posizione nella Western Conference alle spalle dei Golden State Warriors, bi-campioni in carica e candidati a conquistare il terzo titolo consecutivo. La situazione in casa Lakers, invece, continua ad essere drammatica: i losangelini stazionano nei quartieri bassi della classifica con un record negativo di 30 vittorie e 34 sconfitte soprattutto con chance praticamente nulle di raggiungere i playoff. Come se non bastasse gli infortuni delle giovani promesse Lonzo Ball, Brandon Ingram e Kyle Kuzma hanno costretto Luke Walton a rimaneggiare il quintetto.

Il match ha visto fin da subito il dominio dei Nuggets, che hanno raggiunto velocemente la doppia cifra di vantaggio e hanno concluso il primo quarto sul 43-25. Il secondo periodo è stato sicuramente più equilibrato, ma all’intervallo lungo il divario fra le due squadre è rimasto pressoché invariato sul punteggio di 66-49. Nel terzo periodo i Lakers hanno accorciato le distanze con un parziale di 28-19, ma nell’ultima frazione i Nuggets hanno chiuso definitivamente i conti con il punteggio di 115-99.

Alla sirena 31 punti per James conditi da 7 rimbalzi e altrettanti assist, in una serata in cui a supportare il Re ci hanno pensato Alex Caruso (giocatore dei South Bay Lakers, squadra di G-League affiliata ai gialloviola) con 15 punti, il solito JaVale McGee con 16 punti e 6 rimbalzi ed il giovane Moritz Wagner con 11 punti in uscita dalla panchina. Dall’altre parte i Nuggets hanno chiuso con tutto il quintetto in doppia cifra: 23 punti per Barton, 19 per Murray, 16 per Millsap, 12 con 17 rimbalzi e otto assist per Jokic, vero trascinatore della squadra e fresco della sua prima convocazione all’All Star Game.

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L’ennesima sconfitta stagionale dei Lakers fa semplicemente da sfondo all’evento epocale che si concretizza a metà del secondo quarto, quando il Prescelto si prende in penetrazione i due punti e il tiro libero supplementare che gli permettono di superare il suo idolo d’infanzia. A differenza di quanto avvenne il 14 dicembre 2014, quando fu Kobe Bryant a superare MJ, la Nba ha deciso di non interrompere il gioco attendendo la prima vera pausa. I tifosi dello Staples Center non hanno comunque mancato di celebrare con un lungo applauso il loro n°23 approfittando del tiro libero supplementare (stranamente andato dentro, in una difficile serata dalla lunetta). Poi, al primo timeout, il video celebrativo con tutte le tappe intermedie compiute da James, dal primo canestro nella lega  fino al record appena superato, passando per i tre titoli conquistati fra Miami e Cleveland.

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“Mi prendo ogni tipo di riconoscimento così come viene, senza programmare nulla e con la solita emozione di sempre. Jordan resta il giocatore a cui ho sempre guardato per tutta la mia carriera, il talento che mi ha ispirato quando ero un bambino e mi rendo conto quanto sia incredibile ritrovarmi a un passo da un traguardo del genere”, rispondeva ai giornalisti al termine dell’allenamento della vigilia. Non si tratta di dichiarazioni di circostanza, perché King James ha rimarcato la sua ammirazione nei confronti di Mike in diverse occasioni.

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È normale allora che il dibattito su chi sia il “G.O.A.T.” si infiammi per l’ennesima volta, con i fan di Lebron che ora possono vantarsi di un’altra statistica a loro favore. Se da un lato i sei titoli vinti da Jordan sembrano un traguardo insormontabile al cospetto dei tre conquistati da James, le statistiche confermano la superiorità di Lebron in quanto a completezza. I dati dicono che James mantiene la media di 27.2 punti a partita, 7.4 rimbalzi e 7.2 assist contro i 30.1 ppg, 6.2 rpg e 5.3 apg di Jordan. Inoltre la percentuale dal campo sorride al n°23 dei Lakers che mantiene il 50.4% contro il 49.7% dell’ex Chicago Bulls.

Continua, comunque, a destare più di una perplessità la scelta di James di chiudere la carriera proprio con i Lakers, una franchigia che, quest’anno, non ha offerto chance di accesso ai playoff, né sembra garantire nel lungo termine la possibilità di conquistare il quarto anello.

Un altro paragone curioso sarà quello cinematografico: in estate, infatti, inizieranno le riprese di Space Jam 2, sequel del cult con Michael Jordan, che vedrà Lebron James protagonista di diverse avventure al fianco di Bugs Bunny, Lola ed i Looney Tunes.

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Potremmo proseguire all’infinito nell’analisi statistica dei due giocatori senza giungere ad un verdetto, perché la verità è che non si possono paragonare due atleti che hanno incantato due diversi generazioni. L’eleganza, l’atletismo, il carisma dentro e fuori dal campo sono gli aspetti comuni che li hanno contraddistinti e che permetteranno loro di rimanere nella memoria di tutti gli appassionati di questo sport.

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