Outsider- Quando lo sport diventa leggenda: Foe, la storia di un leone caduto

È il 26 giugno 2003. Si disputerà a breve la semifinale di Confederations Cup tra Camerun e Colombia allo stadio Gerland di Lione. C’è un caldo torrido. Intollerabile anche per i calciatori in campo. Al 17′ del primo tempo i leoni indomabili del Camerun passano in vantaggio grazie ad una realizzazione di Ndiefi. Al 72′ del secondo tempo succede qualcosa di surreale. Un minuto prima il centrocampista difensivo Marc Vivien Foe contrastava il difensore colombiano Ivan Ramiro Cordoba. Pochi secondi dopo è barcollante. Non può far altro che accasciarsi privo di sensi sul prato. Una situazione drammatica. I primi ad accorgersene sono i calciatori sudamericani. Provano ad attirare l’attenzione delle due panchine. Urlano disperatamente aiuto. Le azioni di gioco perdono qualsiasi tipo di senso. È a centrocampo, ruolo prediletto da Foe, che si focalizza l’attenzione di tutti.

Risultati immagini per foe morte

IL SILENZIO ASSORDANTE

I tifosi percepiscono dopo qualche minuto che in campo sta accadendo qualcosa. Il silenzio è mescolato al brusio confuso. È il panico più totale. Foe non dà segni di risveglio nonostante i ripetuti tentativi di rianimarlo effettuati in un primo momento dai colombiani. Viene portato via in barella dai sanitari. Si è comunque continuato a giocare. Nessuno si sarebbe mai aspettato una fine così tragica. Ha i piedi accavallati e le braccia larghe come se fosse crocifisso. Il leone Foe è come se avesse compiuto un sacrificio.

Risultati immagini per foe morte
Le immagini dei primi soccorsi prestati dai calciatori colombiani.

È il Camerun a portarsi a casa il successo. Foe, però, non avrebbe mai più potuto abbracciare i suoi compagni di squadra e l’intero popolo africano. Perde la vita proprio nella sua casa, a Lione. Nello stadio in cui è riuscito a vincere la Coppa di Francia. Il Lione gli ha dato tanto. Gli ha permesso di crescere atleticamente e di diventare più esplosivo. Nella stagione 2002/2003, prima del torneo internazionale, l’equipe francese lo aveva dato in prestito al Manchester City.

IN CAMPO TUTTI PROVANO A SALVARLO

I sanitari di entrambe le squadre entrano in campo. I medici provano ad aprirgli la bocca per non farlo soffocare. Foe veniva chiamato con il nome italiano Marco. Questo lo fa sentire ancora più vicino a noi. Non viene neppure portato in ospedale. Non ci sono le condizioni e le tempistiche per farlo. Non dà mai la percezione di poter recuperare i sensi. È un continuo fuggire. Si tenta di trasportarlo presso il presidio medico dello stadio. Lì si assisterà a 45 minuti di angoscia. Un tempo di gioco viene utilizzato per salvargli la vita. Anche la rianimazione cardiaca è un totale fallimento. Foe è deceduto e non si conoscono ancora le cause. Ha giocato la sua ultima partita su un lettino d’ospedale nel suo stadio del cuore. Di seguito vi presentiamo un video realizzato per celebrare la sua memoria.

I LEONI INDOMABILI NON SANNO DEL DECESSO

Gli africani sono festanti. Il risultato è stato raggiunto. Sarà finale contro i padroni di casa della Francia, proprio il paese che fece crescere calcisticamente Foe. Lo spogliatoio viene a sapere della morte del compagno di squadra. Le urla di gioia si spengono inesorabilmente. I pianti sostituiscono la musica ed il ritmo africano tanto amato da Foe. I leoni indomabili non vorrebbero neppure disputare la finale. Non c’è lo stato d’animo giusto. Anche i colombiani sono scossi, i primi ad averlo soccorso. Cordoba è un fiume in piena, non si capacita come possa essersi consumata una tragedia simile. Il difensore lo ha visto perdere i sensi in campo. Il primo ad essersi precipitato a centrocampo per supportare l’avversario.

AL VIA LE CONSUETE IPOTESI FANTASIOSE

Dopo il decesso diverse sono state le voci che si sono susseguite su Foe. Alcuni sostengono che non avrebbe dovuto giocare perché non in condizione fisica ottimale. Altri ancora hanno addirittura osato dire che l’ipotesi dell’assunzione di doping non dovesse essere esclusa. L’autopsia ha azzerato ogni tipo di polemica: Foe è deceduto a causa di un arresto cardiaco e non aveva assunto alcun tipo di sostanza dopante.

IL GIORNO DELLA FINALE

Al Saint-Denis i leoni indomabili del Camerun affrontano la Francia. La partita passa in secondo piano. Gli inni nazionali sono un’autentica passerella in onore di Foe. Gli africani sono a testa bassa. Piangono il centrocampista che lottava su ogni pallone e che sognava di vincere un trofeo internazionale per la propria terra. I tifosi accorsi sugli spalti si trovano allo stadio soltanto per omaggiare un leone caduto in battaglia. Uno striscione sollevato da uno dei supporters camerunensi descrive alla perfezione quel momento: “Un leone non muore mai, dorme”.

Risultati immagini per striscione un leone non muore mai dorme

Commenti

commenti