Primarie PD: trionfo schiacciante di Zingaretti

LE PRIMARIE IN NUMERI

Nella giornata di ieri si sono svolte le elezioni primarie per la scelta del nuovo segretario del Partito democratico. Nicola Zingaretti ha surclassato i due principali contendenti: Maurizio Martina e Roberto Giachetti. Il Governatore della Regione Lazio ha ottenuto circa il 70% delle preferenze su un totale di 1,7 milioni di elettori. Il tanto temuto 50% più uno, valido per l’immediato riconoscimento della carica di segretario, è stato ampiamente superato. Zingaretti, infatti, è stato votato da più di un milione di persone ed è risultato vincitore pressoché ovunque. Martina si attesta intorno al 18%. Giachetti si ferma al 12%.

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Da sinistra: Giachetti, Martina e Zingaretti.
IL NEO SEGRETARIO DEM

A risultato acquisito, Zingaretti ha manifestato tutta la propria soddisfazione e la voglia di far rinascere un partito che ha bisogno di un nuovo padre. Un partito che dovrà iniziare a ripensare se stesso, mettendo da parte il rammarico degli sconfitti. Un partito che è la principale forza d’opposizione in Parlamento e che ha bisogno di costruire un fronte comune per affrontare dignitosamente le imminenti elezioni europee.

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“Non sarò un capo, ma il leader di una comunità. Grazie all’Italia che non si piega e che vuole arginare un governo illiberale e pericoloso”. Queste le parole del nuovo segretario. Il Presidente della Regione Lazio non ha mai negato di poter prevedere un’apertura verso i “moderati” presenti all’interno del partito. L’idea di fondo è quella di aprirsi maggiormente a sinistra senza però snaturare l’essenza stessa del Partito democratico e il suo pluralismo. Non abbandonerà l’incarico di Presidente. Forte di un largo consenso popolare e di diversi successi raggiunti a livello regionale, Zingaretti si appresta a guidare un partito che potrebbe ricominciare a dare dei piccoli segnali di vita. Una vittoria dedicata ai giovani attivisti che in queste settimane stanno protestando in tutta Europa contro i cambiamenti climatici. In particolare alla giovanissima Greta, attivista svedese. Un successo dedicato anche ai delusi del centrosinistra e a tutti coloro che “sono tornati e torneranno”.

GLI SCONFITTI

Sia Giachetti che Martina hanno appreso con grande signorilità il risultato disastroso. Entrambi hanno esaltato i numeri della partecipazione. Un buon dato quello dell’affluenza che, però, è leggermente al di sotto rispetto alle ultime primarie del 2017 che videro il successo di Matteo Renzi. Altri tempi, altri contendenti al trono. Martina e Giachetti, di fatto, hanno reso più agevole la vittoria di Zingaretti. Due candidati vicini alla stessa area politica. Probabilmente avrebbero messo maggiormente in difficoltà il neo segretario se si fossero presentati in tandem.

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NON TUTTO E’ FILATO PER IL VERSO GIUSTO

Le primarie hanno avuto qualche intoppo. Da diverse persone ed in particolare dalla testata online “Fanpage”, sono state segnalate alcune irregolarità. Emblematica è la denuncia di una collaboratrice del giornale, che avrebbe votato in seggi diversi, fornendo indirizzi mendaci, dichiarando di non avere a portata di mano la propria tessera elettorale. L’inviata ha avuto la possibilità di esprimere ben 11 preferenze in seggi diversi da quello di appartenenza. Ma non solo! La cosa ancora più sconvolgente è che sia riuscita a votare più volte anche all’interno di uno stesso seggio. Di seguito vi proponiamo il link dell’inchiesta. (https://youmedia.fanpage.it/video/al/XHz5duSwj5my1BGx).

In ogni caso il successo di Zingaretti non può essere messo in discussione da queste anomalie. E, nei fatti, nessuno degli “sconfitti” ha sollevato tale tipo di questioni. La cosa certa è che il nuovo segretario dovrà mettere d’accordo prima di ogni cosa tutte le anime del partito. Avrà una bella gatta da pelare. Ma prima o poi bisognava pur tracciare un punto di partenza e di svolta per un partito che ha già perso troppo tempo.

 

 

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