Fabio Fognini è principe di Monaco

Sulla terra rossa di Montecarlo Fabio conquista il suo primo Masters 1000

Quest’anno, per gli amanti del tennis italiano, la sorpresa nell’uovo di Pasqua è Fabio Fognini. Il tennista ligure ha trionfato sulla terra rossa di Montecarlo ottenendo il successo più prestigioso della sua carriera. Diviene così il primo italiano a conquistare un torneo della categoria Masters 1000, un circuito inventato nel 1990 che racchiude i nove tornei più importanti (e più ricchi) dopo gli Slam.

Una vittoria storica per il tennis italiano. Fognini è il quarto azzurro a imporsi nel Principato dopo Balbi di Robecco nel 1922, Giovanni Palmieri nel 1935 e Nicola Pietrangeli nel 1961, 1967 e 1968. L’ultimo a giocare una finale era stato, invece, quel Corrado Barazzutti che ora siede all’angolo di Fabio.

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Il 31enne di Arma di Taggia si è presentato a Montecarlo da n.18 del ranking ATP e come 13a testa di serie del torneo. La settimana non era cominciata nel migliore dei modi. Fognini ha esordito al primo turno sconfiggendo il qualificato Rublev: con una rimonta strepitosa delle sue ha saputo reagire sul punteggio di 6-4 4-1 in favore del tennista russo, ribaltando un match praticamente perso.

Al secondo turno “Fogna” ha goduto del forfait del francese Gilles Simon, mentre agli ottavi ha superato Alexander Zverev (n.3 del ranking) con un convincente 7-6 6-1. Nei quarti, poi, ha liquidato in tre set il giovane croato Borna Coric, ma il match più intrigante è andato in scena in semifinale: Fabio ha dovuto affrontare Rafael Nadal, n.2 del ranking ATP e padrone di casa con 11 successi nel Principato. Il maiorchino, sebbene fosse favorito, non è mai riuscito ad entrare in partita e si è arreso abbastanza velocemente al tennista ligure che ha saputo (sorprendentemente) approfittare della grande chance offertagli dall’avversario.

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L’abilità nel gestire le raffiche di vento si è rivelata fondamentale durante la settimana: Fabio ha dimostrato di sapersi adattare facilmente alle condizioni climatiche avverse, d’altronde Fognini è nativo di Arma di Taggia, località che si trova a soli 40 km dal Country Club di Montecarlo.

In finale ha letteralmente asfaltato il serbo Dusan Lajovic, dimostrando una netta superiorità tecnica. Fabio ha esibito il suo enorme repertorio fatto di accelerazioni improvvise da fondocampo (sia di dritto che di rovescio), palle corte imprevedibili e imprendibili, passanti in corsa perforanti e colpi di volo da doppista incallito. Nemmeno un infortunio alla coscia sinistra, rimediato dopo un allungo all’inizio del 2° set, è riuscito a fermare il tennista azzurro. I momenti di nervosismo ed i cali di tensione, peculiarità di Fognini, sono stati limitati. C’è poco da fare: se vorremo vederlo vincere, la Pennetta dovrà prendere più spesso l’aereo…

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Eccezion fatta per il primo match, Fabio ha dimostrato di aver compiuto un salto di qualità nella gestione della propria emotività, da sempre il suo tallone d’Achille. Questo successo, sicuramente il più prestigioso dei nove ottenuti nel circuito maggiore, rappresenta la svolta ed è di buon auspicio per il prosieguo della stagione.

Intanto dalla prossima settimana il tennista ligure raggiungerà il suo best ranking (12° posto), eguagliando Paolo Bertolucci come terzo miglior italiano di sempre in classifica. Ma a chi gli fa notare che la top 10 è più vicina Fognini risponde: “Ancora con questi discorsi. In una settimana sono passato dalle stalle alle stelle, tipico dell’Italia. Ovviamente, se vinci grandi partite il ranking viene di conseguenza. Sarebbe bello avere a fine carriera un asterisco che indica che sei stato nei primi dieci, è uno stimolo, ma intanto mi godo questo trionfo”.

Non ci resta che incrociare le dita per gli Internazionali d’Italia (6-19 maggio) dove Fabio ha un conto in sospeso…

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