Outsider – Quando lo sport diventa leggenda: Liverpool – Alaves 5-4

Quest'oggi la rubrica Outsider - Quando lo sport diventa leggenda, vi racconta una delle partite più pazze degli ultimi anni: la finale di Coppa Uefa tra Liverpool e i baschi dell'Alaves.

ALAVES E LIVERPOOL: DUE REALTA’ DIVERSE

Protagoniste di questo racconto sono due squadre con storie completamente diverse. Il Liverpool, team inglese che proprio ieri ha ottenuto la sua sesta Champions League, e l’Alaves, compagine basca senza particolari ambizioni europee. I Reds, guidati dal tecnico francese Houllier nella stagione 2000/01, hanno grande esperienza internazionale e possono godere di un glorioso vivaio. Gerrard, Owen e Carragher sono dei giovani molto promettenti. Giovani che sono supportati da calciatori già affermati come Fowler e McManaman. L’Alaves, invece, è un team che ha vissuto soltanto otto stagioni in Liga senza mai alcuna apparizione europea. Si tratta di una realtà calcistica molto piccola. Lo stadio contiene appena 20 mila persone. Tuttavia la forza dell’Alaves risiede proprio nell’animo basco. Una forza caratteriale che è stata perfettamente incarnata dal mister José Manuel Esnal, detto Mané. Un uomo pittoresco, dai folti baffi, che diventa in breve tempo un autentico condottiero.

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Gli undici dell’Alaves nella stagione 2000/01.
LA COPPA UEFA DELLA STAGIONE 2000/01: IL PERCORSO DEI BASCHI

La squadra basca nella stagione 2000/01 si trova quasi per caso ad affrontare una competizione europea prestigiosa: la Coppa Uefa. L’Alaves, mai presente fino ad allora in un torneo internazionale, interpreta il ruolo di outsider, di mina vagante. Tant’è che riesce a superare agevolmente il girone. Vince ben sette partite su dodici. Disintegra avversari prestigiosi come l’Inter, il Rosenborg e il Kaiserslautern. La semifinale, giocata proprio contro la squadra tedesca, dà ancora più valore al cammino trionfale della piccola squadra basca. L’Alaves riesce, infatti, ad annientare il Kaiserslautern, siglando un 9 a 2 complessivo. La squadra di Mané fa paura e gioca con una naturalezza impressionante pur non avendo grandi fenomeni in tutti i reparti.

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Javi Moreno, uno dei protagonisti del cammino della squadra basca in Coppa Uefa.
IL CAMMINO DEL LIVERPOOL

I Reds, sedici anni dopo la tragica notte dell’Heysel, vogliono tornare sul tetto d’Europa. Il loro percorso in Coppa Uefa è da grande squadra. Dopo aver superato senza particolari patemi il girone, agli ottavi di finale il Liverpool di Houllier è chiamato ad affrontare la Roma. Già nella gara di andata giocata all’Olimpico un giovanissimo Owen riesce a mettere a segno una doppietta che tranquillizza i Reds in vista della partita di ritorno che diventa una pratica di ordinaria amministrazione. Il Liverpool “schiacciasassi” fa fuori anche il Porto ai quarti di finale. È la semifinale a rivelarsi la sfida più difficile. Il Barcellona nella partita di andata riesce a bloccare gli inglesi, portando a casa un prezioso pareggio a reti inviolate. Al ritorno serve un rigore trasformato da McAllister per il passaggio del turno.

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Michael Owen.
LIVERPOOL – ALAVES: DAVIDE CONTRO GOLIA

La finale vede riproporsi il mito di Davide contro Golia. Il Liverpool, nettamente favorito rispetto alla squadra basca, è sicuro di mettere in bacheca un nuovo trofeo. L’Alaves, però, non ha nulla da perdere. È difficile che le possa ricapitare una occasione del genere in futuro, vive alla perfezione quel momento glorioso. Il clima sugli spalti è incantevole, va a formarsi una sorta di gemellaggio tra inglesi e baschi, un’unione impensabile.

La parola adesso passa al campo. I primi 20 minuti di gara vedono un dominio dei Reds, che mettono sin da subito le cose in chiaro. Dopo pochi minuti Babbel, grazie ad una violenta incornata di testa, riesce a trafiggere il portiere Astudillo. Ci pensa Steven Gerrard ad incrementare il vantaggio. Al minuto 16 i Reds sono avanti di due reti. La finale sembra aver già un vincitore. Ma i baschi di Mané non muoiono mai. La mossa vincente dell’allenatore è quella di sostituire il centrale di difesa Eggen con una punta di peso, Ivan Alonso. Una sostituzione che si rivelerà vincente. Alonso, dopo soli quattro minuti, riesce ad accorciare le distanze. L’animo basco è preponderante. L’Alaves riesce ad impensierire i Reds con impreviste sortite offensive. Il gol del pareggio è nell’aria. Tuttavia, al 41′ del primo tempo arriva la rete letale del Liverpool che sembrerebbe spegnere i sogni dei baschi: McAllister mette a segno un calcio di rigore.

Vi proponiamo di seguito le azioni salienti e le reti della finale:

 

UN SECONDO TEMPO FOLLE

L’Alaves è quasi al tappeto. Nel momento peggiore viene fuori l’orgoglio basco. Ad inizio ripresa, in soli tre minuti, Javi Moreno riesce a realizzare una doppietta. È 3 a 3. Una partita infinita. Ma, subito dopo il pareggio, il tecnico francese del Liverpool prova a calmare i suoi, cambiando assetto di gioco. Inserisce in campo due calciatori offensivi, Smicer e Fowler, cambiando così la partita. Proprio Fowler riesce a segnare il gol del 4 a 3. Anche questa volta la folle partita sembra non voler avere un esito. Jordi Cruyff, figlio d’arte e perno centrale dell’Alaves, la pareggia. Il 4 a 4 è servito. Si va ai tempi supplementari. I baschi, inesperti, perdono la testa e il controllo del match. Rimangono in nove uomini a causa di due espulsioni. Di fatto è una sfortunatissima autorete di Geli a decidere la finale. Un’autorete che consegna la vittoria al Liverpool. Una sfida indimenticabile che ha visto come protagonista una piccolissima realtà. L’impresa sfiorata dell’Alaves ci permette di non smettere mai di sognare.

 

 

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