Nel 1980 (quasi quarant’anni fa!) veniva pubblicato uno degli album più celebri del cantautore napoletano Edoardo Bennato. Il suo titolo è Sono solo canzonette e tratta principalmente delle avventure di Peter Pan, Uncino e degli altri pirati della leggendaria Isola che non c’è.

Tuttavia, già a partire dal titolo si può intuire una delle fondamentali caratteristiche di quest’album, ossia la vivace ironia che si manifesta onnipresente in ogni singolo pezzo di questo CD. Infatti, la canzone conclusiva, che dà il nome all’album, rappresenta un’impertinente giustificazione dell’autore che finge di discolparsi per aver parlato di temi tanto futili come la favola di Peter Pan. Il mondo fiabesco dell’eterno bambino e dei cattivissimi pirati si contrappone nettamente alla società italiana dei primi anni Ottanta in cui, secondo Bennato, a dominare ed avere successo erano solo le «persone serie», come vengono chiamati i fantomatici nemici del cantante partenopeo nella canzone d’apertura del disco Ma che sarà… Invece, in Tutti insieme lo denunciam sulle note di una melodia lirica, che rende il tutto comicamente paradossale, un gruppo di genitori (tra cui quelli di Wendy) decide di denunciare lo stesso Bennato in quanto traviatore dei loro figli, che non fanno altro che ascoltare le sue eretiche canzoni che parlano di fiabe e fantasia.

Oltre a questa forte contraddizione dai toni burleschi, un altro dei pregi di questo disco è quello di immergersi nel mondo di Peter Pan, riscoprendo e reinterpretando alcune delle storie ideate da J.M. Barrie. È così che sono nati pezzi come Rockoccodrillo e Dopo il liceo che potevo far che parlano, rispettivamente, del famoso coccodrillo che perseguita Capitan Uncino e delle strambe avventure che hanno portato Spugna ad arruolarsi tra le fila dei pirati.

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