La definitiva consacrazione di Filippo Tortu

A Doha Tortu raggiunge una storica finale mondiale nei 100 metri

Nello sport esistono buoni atleti, ottimi atleti, campioni e leggende. Filippo Tortu è un campione e solo il tempo ci dirà se riuscirà a diventare una leggenda dell’atletica italiana. Durante i mondiali che si stanno disputando a Doha, il giovane velocista ha ottenuto un risultato storico, raggiungendo la finale dei 100 metri piani. Certo, l’unico ad esserci riuscito nel lontano 1987 era stato Pierfrancesco Pavoni, che l’aveva però corsa al piccolo trotto, a causa di un infortunio muscolare.

La prima avventura mondiale del 21enne non è cominciata nel migliore dei modi. Nelle batterie Tortu non ha brillato particolarmente, facendo segnare un anonimo 10″20. Il compagno d’avventura Marcell Jacobs si è disimpegnato meglio con un ottimo 10″07. In semifinale, però, Pippo ha sfornato una prestazione di carattere, ottenendo la qualificazione per un pelo… La grinta e la determinazione gli hanno permesso di strappare l’ultimo tempo di ripescaggio (10″11) al fotofinish. “E’ stata la gara migliore della mia vita – ha detto Filippo – qualche minuto dopo il traguardo, ancora emozionatissimo – Se non dal punto di vista tecnico, sicuramente da quello mentale. Ieri non era andata benissimo, ma sapevo di avere dell’altro, mi sono impegnato come un matto per tirarlo fuori. Ho messo dietro velocisti che mi avevano sempre battuto nel corso della stagione”.

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Jacobs, invece, non ce l’ha fatta, anche se la qualificazione era ampiamente alla sua portata. Il portacolori delle Fiamme Oro ha sprecato una ghiotta occasione: sarebbe bastato un 10″13 per giungere in finale. E nell’intervista concessa ai microfoni della Rai si è scoperto il motivo della prestazione sottotono: “Che rabbia! Mi sono sbilanciato per cercare una partenza più efficace. Anche oggi sarebbe potuta andar bene, che errore, sono stato davvero uno stupido!”.

La finale è andata di scena poco più tardi. E’ stata una gara strana, inevitabilmente orfana di Usain Bolt e, purtroppo, anche di un pubblico all’altezza di un Mondiale. Tanti i sedili vuoti sugli spalti, troppi per una competizione iridata. Comunque gli organizzatori hanno provato a creare l’atmosfera delle grandi occasioni: la spettacolare presentazione al buio dei finalisti ha scaldato uno stadio freddo anche per la climatizzazione.

Nell’atto conclusivo il 21enne brianzolo (di chiare origini sarde) è giunto settimo, fissando il suo primato stagionale in 10″07. “Tecnicamente forse sono andato meglio in finale – ha commentato soddisfatto -, ma è stato in semifinale che c’era da tirar fuori le palle e l’ho fatto. Comunque ho realizzato il mio primato stagionale in finale, questo è quello che conta”. Lo statunitense Christian Coleman, come da pronostico, ha stravinto la corsa con un crono mostruoso (9″76). Argento per l’eterno connazionale Justin Gatlin (9″89) e bronzo al canadese Andre De Grasse (9″90).

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La sensazione è che l’azzurro non possa ancora competere con quei marziani. Ma a 21 anni ha già infranto la barriera dei 10″, migliorando il record italiano di Pietro Mennea, e ora può anche vantare una finale mondiale. Tortu aveva già dimostrato di avere talento, ma questo risultato testimonia che il ragazzo ha la tempra e la lucidità dei campioni. Considerata la sua notevole velocità da lanciato, dovrà compiere significativi progressi in partenza, migliorando i tempi di reazione, l’uscita dai blocchi e i primi appoggi. Tokyo è ormai vicina, bisognerà non caricare Filippo di troppe responsabilità, ma nessuno dovrà vietargli di sognare in grande.

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