Covid-19: le donazioni dell’industria della moda in Italia

Gucci, Versace, Trussardi e molti altri stanno contribuendo alla lotta contro il Coronavirus

Quando a Milano, lo scorso Febbraio, Giorgio Armani e Laura Biagiotti decidono di sfilare a porte chiuse, il pubblico rimane sbigottito.

Il giorno precedente la metropoli era in movimento, i giornalisti, ma anche gli influencers, i fotografi, gli addetti ai lavori si spostavano da una sfilata all’altra, da un evento ad una presentazione in velocità, come richiede la routine del periodo. Ma in un attimo l’aria cambia. Gli smartphone iniziano a squillare e le caselle mail a sussultare: “non saranno troppo drastiche le decisioni prese dai due designer? Siamo davvero in pericolo nello stare seduti gli uni accanto agli altri per osservare le collezioni?”.

Da quel momento il mondo della moda inizia a vacillare.
Certamente nelle ultime settimane aleggiava il timore del contatto con nazionalità diverse, innegabile, d’altronde una manifestazione simile è da sempre motivo di viaggi, di aggregazioni e di spostamenti in città.

Fonte: NOWFASHION.com - Sfilata Alberta Ferretti
Fonte: NOWFASHION.com – Sfilata Alberta Ferretti

Lunedì 24 Febbraio si rivela infatti un lunedì spento. Dopo la domenica di Armani alcuni show vengono cancellati ed altri optano per la medesima soluzione di “Re Giorgio”: sfilata senza stampa né fotografi o videomaker, le uniche modalità di connessione con l’evento disponibili sono i live streaming e le dirette sui social media.

I brand toccano con mano il pericolo e da quel momento le aziende ricevono le prime indicazioni dal Governo. Si attiva dunque lo smart working, si bloccano gli ordini e con la chiusura dei negozi fisici, nei giorni seguenti, anche le vendite rimangono ferme. Nonostante ciò alcuni colossi del settore fanno sentire la loro presenza con grandi aiuti per gli ospedali italiani:

Giorgio Armani, in prima linea, ha donato 1 milione 250.000 euro agli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele e Istituto dei Tumori di Milano, Spallanzani di Roma.

Kering (il gruppo di cui fanno parte Gucci, Bottega Veneta, Saint Laurent, Balenciaga, Alexander McQueen, Brioni, Kering Eyewear e Pomellato) ha effettuato una donazione di 2 milioni di euro per le organizzazioni sanitarie di Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio. Inoltre il presidente e CEO di Gucci, Marco Bizzarri, ha devoluto a titolo personale 100.000 euro all’Ausl-Irccs di Reggio Emilia.

Versace – Donatella e la figlia Allegra hanno donato 200.000 euro al dipartimento di terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano.

Trussardi ha attivato una raccolta fondi denominata #ConBergamo a favore di CESVI, inoltre il 100% delle vendite effettuate dal sito Trussardi.com saranno devolute all’iniziativa.

Sergio Rossi ha destinato all’Ospedale ASST Fatebenefratelli, Sacco di Milano 100.000 euro ed il 100% dei guadagni ricavati dagli acquisti effettuati dal sito web, proprio come Trussardi.

Chiara Ferragni e Fedez hanno dato il via ad una raccolta fondi per l’Ospedale San Raffaele con una donazione di 100.000, ad oggi la cifra supera i 4 milioni di euro.

Moncler, con 10 milioni di euro, sta supportando la costruzione di un ospedale a Milano con 400 posti per la terapia intensiva.

Elisabetta Franchi ha aperto un GoFundMe denominato #SeVuoiPuoi per le emergenze sanitarie italiane.

Bianca Balti ha dato il via ad una raccolta fondi tramite GoFund per l’Ospedale Maggiore di Lodi.

Dolce & Gabbana sta seguendo, con la ricerca scientifica dell’Humanitas University, uno studio guidato dal professor Alberto Mantovani.

Prada ha donato due postazioni di terapia intensiva e rianimazione a ciascuno degli ospedali milanesi Vittore Buzz, Sacco e San Raffaele.

Cruciani ha devoluto 5000 braccialetti alla Crocerossa Italiana che sono già in vendita sul sito shop.cri.it

Benetton sta sostenendo l’emergenza da covid-19 con 3 milioni di euro destinati agli ospedali Ca’ Foncello di Treviso, Luigi Sacco di Milano, Lazzaro Spallanzani e policlinico Agostino Gemelli di Roma.

Ratti – il gruppo tessile ha devoluto 250.000 euro alla Fondazione Provinciale della Comunità Comasca.

Patrizia Pepe ha avviato una raccolta fondi a favore dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi.