Il covid-19 e la nuova consapevolezza di noi cittadini

Ero un po’ titubante prima di scrivere questo articolo, per dirla alla Nanni Moretti: Che dici lo scrivo? Mi si nota di più se lo scrivo e me ne sto in disparte o se non lo scrivo per niente? Lo scrivo. Lo scrivo e mi metto così, vicino a una finestra di profilo in controluce…

No, non parlerò delle ultime dinamiche sulla politica regionale o nazionale, sui vari DPCM o sulle varie cose lette su Facebook o su fonti attendibili, niente di tutto ciò.

Voglio spostare un solo riflettore su una cosa positiva che questa quarantena ha portato.
I cittadini si stanno costantemente informando sulle dinamiche politiche e questo, a prescindere dal colore politico, fa solo bene.

Bene perché porta ad una coscienza dei singoli, porta ad un idea personale, perché – parliamoci chiaro – adesso siamo tutti interessati dalle varie dinamiche, perché ci stanno toccando più da vicino.

In occasione delle tornate elettorali si parla di voto consapevole e si iniziano toccare altri temi importanti, dal conformismo di pensiero al populismo.
Tutte queste manovre, politiche e non, che si sono susseguite negli ultimi due mesi hanno portato ad una consapevolezza, però una consapevolezza privata, intima.

E tutto questo movimento porterà alle prossime chiamate alle urne un voto cosciente, consapevole, o perlomeno lo si auspica. Ci ricorderemo di tutto ciò. Un voto che sarà frutto delle idee del singolo e non di una campagna elettorale, forse alcune volte scorretta.
Come diceva il barone Otto Von Bismark: “Non si mente mai così tanto come prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia”
Ecco, ognuno di noi saprà distinguere, a seconda delle proprie idee condivisibili o meno, chi mente; ed avrà la sua idea, potrà non piacere, ma la sua idea.

“La ricchezza della democrazia è la varietà. Il suo dovere la tolleranza della varietà. Anche quella che non piace.”

Alla fine l’ho scritto.
Ciao, arrivederci Nicola.

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