L’alta moda in formato digitale: Dior e il giardino di Ninfa

"Sono incuriosita dal mistero e dal magico, che offrono anche un modo per esorcizzare la morte e l’incertezza del futuro” Maria Grazia Chiuri

6 Luglio 2020. Oggi ha inizio la prima fashion week di Alta Moda totalmente in formato digitale. A causa dell’emergenza Covid-19 non sono ammessi assembramenti da sfilata e dunque i brand hanno predisposto idee creative ed alternative che scopriremo nei giorni a venire. Al momento intanto è utile sapere che inaspettatamente, tutti da casa, abbiamo la possibilità di seguire gli show parigini. Consulta qui il calendario.

Questa inclusività concessa dall’industria del lusso è una vera rivoluzione. Dall’altra parte potrebbe portare ad una seconda fase di riapertura degli show con una decisiva scrematura di invitati. Questo segnerebbe la fine della “fashion life” di tutti quegli imbucati e fake influencers che negli ultimi anni hanno preso piede nel sistema. O forse no.

L’appuntamento più importante del primo giorno di Haute Couture si è tenuto alle 14.30. Dior ha dato inizio alla sua presentazione digitale. Ci si aspettava una sfilata in una location vuota, ed invece la Maison ha scelto la totale sicurezza, anche degli addetti ad i lavori, pubblicando online un mini film.

Fiabesco, incantato.

Girato, non nella romantica Parigi ma, in Italia (Giardino di Ninfa – Cisterna di Latina), paese natale della designer Maria Grazie Chiuri.

Scopri il video della collezione cliccando qui.

“Le immagini surrealiste riescono a rendere visibile quello che di per sé è invisibile. Sono incuriosita dal mistero e dal magico, che offrono anche un modo per esorcizzare la morte e l’incertezza del futuro” confida la stilista parlando della sua collezione haute couture autunno-inverno 2020-2021. La Direttrice Artistica delle collezioni donna di Dior ritorna, in quel periodo bloccato, appena passato, e di cui viviamo ancora le risonanze, a guardare il surrealismo. Lo fa attraverso il lavoro di Lee Miller, Leonora Carrington, Dora Maar, Jacqueline Lamba, Dorothea Tanning. Donne capaci di superare il ruolo di musa a cui la loro bellezza le aveva confinate inizialmente, e di mettere in scena con la loro vita e la loro opera una femminilità diversa.

La collezione Haute Couture è l’impronta di questa attitudine, connessa all’ascolto della natura, parte delle sue trasformazioni. Le superfici di alcuni abiti degradano nei rossi spettacolari delle barriere coralline, si increspano nei bagliori opachi delle onde del mare. I colori delle tele di Leonora Carrington, in cui la sospensione metafisica dei suoi immaginari si accende di colori pieni e lucenti. Il corpo femminile dei surrealisti evoca anche il manichino interpretato in miniatura, che diventa oggetto poetico al centro del mondo del progetto della couture. L’artista Cindy Sherman ha fatto suo questo oggetto quasi magico in uno dei primi lavori video, che oscilla fra le atmosfere della storia della moda e le possibilità di una nuova rappresentazione. I manichini permettono di attivare adesso una diversa ritualità.

Racchiusa in un baule, che ha preso la forma della sede storica Dior in Avenue Montaigne, l’intera collezione intraprende il suo viaggio nel mondo. Evocazione del viaggio tracciato nella mappa di Monsieur Dior, ed eco di quel Théâtre de la Mode, mostra itinerante tra Europa e America delle creazioni dei sarti francesi che nell’immediato dopoguerra aveva viaggiato per il mondo.

“L’alchimia è una forma di magia, quindi la trasformazione delle immagini, o dei corpi, nell’arte agisce sulla sostanza dei sogni, sulla sostanza psichica”. Estratto dell’opera Surrealist Women: An International Anthology, edito da Penelope Rosemont.

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Sotto i key look.