Dategli champagne! – Le femministe contro il femminismo

Donne accanite sostengono un femminismo becero diventando l'acerrimo nemico del movimento stesso

Dategli champagne” è il titolo di un articolo redatto da Rory Gilmore, celebre personaggio della serie TV “Gilmore girls”, in Italia “Una mamma per amica”. La giovane aspirante giornalista, dopo aver partecipato ad un party di – figli di papà -, scrive un articolo sarcastico e tagliente su giovani rampolli che non devono chiedere mai. Alla soglia della pubblicazione però il partner della studentessa di Yale (ricco e pieno di sé) la blocca, sentendosi offeso; lei, decide di non mandare il pezzo alla casa editrice con cui era appena entrata in contatto, facendosi sfuggire un’opportunità per amore. O per la propria coscienza? D’altronde la piccola Lorelai ha sempre frequentato scuole d’élite, provenendo da una famiglia privilegiata. Dunque perché scrivere da outsider?

La medaglia ha due volti, ma chi siamo noi per giudicare una giovane piena di amore ed ambizioni che si affaccia al mondo lavorativo per la prima volta?

Il giudizio. Il giudizio è la chiave di una società che non riesce ad empatizzare e lo fa spietatamente ed irrispettosamente. Perché oggi il rispetto va conquistato. Nessuno nasce con una dose gratuita in dotazione. Se Rory pubblica l’articolo crede nelle sue capacità e dà priorità al lavoro, se non lo fa è una debole? O è forte e speranzosa nelle possibilità del futuro? Poco dovrebbe importarci quando si tratta di scelte personali che hanno ripercussioni esclusivamente sulla vita del singolo. La verità è che ognuno di voi avrà un’opinione in proposito, ed è fondamentale riuscire a prendere posizione nelle disparate circostanze della vita, la differenza è determinata dai termini che scegliamo per esprimere le nostre opinioni. Quelle esplicitano il rispetto nei confronti del prossimo.

La società italiana ha però delle problematiche ancor più insite nello scenario trattato. Il patriarcato è l’ago di una bilancia che muta completamente i rapporti, fornendo chiaramente ed immotivatamente una “dose di rispetto” ingiustificata al genere maschile. Non starò qui ad elencare i punti focali del femminismo ma, di certo, è prerogativa sottolineare le fondamentali differenze ed ostacoli che una donna incontra nella sua vita rispetto ad un uomo.

L’ambito lavorativo è spesso il primo approccio alla vita vera, fuori dal regno che ognuno crea intorno a sé. Le donne riscontrano spesso difficoltà sessiste sin dai primi passi dei colloqui conoscitivi, passando per il tirocinio ed al momento del rinnovo dei contratti, poi, via via, per tutta la carriera (non è una regola ma la frequenza è alta). A volte è “solo” qualcuno che – ci prova – , altre è abuso di potere. Sfortunatamente non esiste una scuola su come comportarsi. Le donne lo imparano con l’esperienza, in base al caso, al momento ed al tipo di approccio, ma ci sono molti altri fattori.

Ricordo il mio primo stage lavorativo, in una situazione di promesse dubbie e richieste di appuntamenti fuori ufficio – fuori luogo – (sempre rifiutati), decisi di lasciare il lavoro. Stavo per specializzarmi e avevo altre priorità, quindi “scappai” da una situazione, che per quanto non estrema, mi fece sentire a disagio. In quell’occasione una persona a me cara mi disse: “Fai bene, ma sappi che è un privilegio poter andar via, se avessi una famiglia e figli probabilmente dovresti combattere la tua battaglia”. Sul momento non capii fino in fondo la lezione, per me, sognatrice e speranzosa, quella sarebbe stata l’unica esperienza della mia vita (di quel genere). Andare via significò semplicemente eliminare il problema dalla radice.

Purtroppo, denoto che gli ambienti per quanto diversi, hanno spesso dinamiche simili, non solo in base ad episodi personali, è stato infatti sufficiente prestare l’udito all’ascolto e la vista alla lettura per far si che si aprisse un mondo sulle esperienze altrui. Persone vicine alla mia realtà e lontane, alle prese con situazioni spiacevoli o con accadimenti negativi alle spalle. D’un tratto riscontro che l’argomento è più attuale e frequente di ciò che potessi mai immaginare.

Combattere le proprie battaglie, ma anche sostenere le altrui pian piano diventa un mantra. Ma le battaglie dovrebbero essere basate sull’informazione consapevole. Nonostante i temi riguardanti gli abusi di potere e la violenza sulle donne siano all’ordine del giorno, non esiste un vero sistema educativo per la popolazione. @Freeda a volte non basta se non si possiede la capacità di riflessione, le conoscenze per porgere la mano, il lessico per esprimere un pensiero, l’intelligenza per cogliere le sfumature di argomenti delicati.

Senza voler cadere nel cliché bisogna citare il tipo di utilizzo che si fa dei social media, luogo virtuale in cui ognuno ha una voce, così come, d’altra parte, ognuno può applicare i propri filtri di interesse: scegliere cosa seguire e cosa non seguire, da chi farsi influenzare, come commentare un post, cosa condividere ecc…

Essere bombardati giorno e notte da pubblicità, informazioni e campagne sociali/ politiche può essere deviante e ci si trova in un attimo a dare addosso ad una ipotetica Giulia De Lellis per una frase di intrattenimento durante la sua rubrica dei regali natalizi in cui suggerisce: “se la vostra compagna o vostra moglie ha fatto la brava e merita un super regalone da…”. Per quanto il personaggio possa essere di dubbio gusto, non cogliere l’ironia della frase non dovrebbe permettere l’assalto all’influencer, additata come anti-sostenitrice delle donne e, per rincarare la dose, paladina del patriarcato.

Le donne accanite che sostengono un femminismo del genere diventano automaticamente il più potente nemico del femminismo. Un movimento che esiste perché volto al sostegno delle donne, tra donne; per non essere troppo visionari, sostenuto anche dagli uomini stessi che riconoscono la parità tra i generi.

Tramutare i sentimenti negativi, di assalto ed aggressione (per quanto verbale o riportata in commenti social/articoletti trash), in energia positiva potrebbe essere una delle chiavi di difesa del genere femminile e non solo. Combattere le proprie ed altrui battaglie con consapevolezza, fornisce la possibilità di affrontare le diversificate situazioni in naturale sicurezza e con gli strumenti adatti a sostenere le proprie idee fino in fondo, in un approccio non più di difesa o di aggressione ma di serena imposizione, in quanto aventi diritti riconosciuti.

E se non vi dovessero comprendere umanamente, continuate per la vostra strada e “dategli champagne!