Piano vaccini: salviamo gli studenti!

In Italia la scuola non è ancora un luogo sicuro

La scorsa domenica, in contemporanea con (quasi) tutta Europa è partita la campagna vaccinale anti Covid-19. Il piano per l’Italia è ambizioso, si conta di vaccinare tutta la popolazione entro la prossima estate, massimo nel mese di settembre 2021. ‘Il Corriere della Sera’ di domenica 27 dicembre 2020, ha stilato un calendario delle vaccinazioni, il quale sarà sicuramente (si spera) soggetto a variazioni.

Da metà gennaio si sottoporranno alla vaccinazione di massa medici, infermieri, personale e ospiti delle residenze sanitarie per anziani, un totale di circa 2 milioni di persone. A seguire, entro fine marzo 2021 verranno vaccinate le persone con più di 80 anni, quasi 4,5 milioni. Da aprile in poi si procederà con le persone di età compresa tra i 60 e i 79 anni, passando successivamente ai quasi 7 milioni e mezzo con patologie croniche.

All’apparenza sembrerebbe tutto regolare, mancano all’appello però milioni di lavoratori della scuola: dirigenti scolastici, docenti, personale ATA, continuamente esposti al contagio e già confusi dalle innumerevoli contraddizioni che da mesi caratterizzano le decisioni assunte dal governo, in particolar modo per quanto concerne la continua chiusura e riapertura degli istituti scolastici.

In Slovenia e in altri paesi dell’Unione è in programma anche la vaccinazione degli insegnanti entro la prossima settimana, in quanto considerata condizione indispensabile per la riapertura delle scuole dopo le restrizioni imposte per frenare la seconda ondata del virus.

Nel nostro paese invece, i lavoratori della scuola verranno vaccinati, se tutto andrà per il verso giusto, tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno 2021. Il 7 gennaio si avvicina e lo scontro politico tra Palazzo Chigi e presidenti di regione continua, anche tra esponenti di uno stesso partito di maggioranza. Un esempio emblematico è dato dal presidente della Campania De Luca, il quale ha avvertito: “sento che si parla della riapertura dell’anno scolastico il 7 gennaio, queste sono cose che mi fanno impazzire. Come si fa a dire ‘si apre’ senza verificare il 3, il 4 gennaio la situazione? In Campania non apriamo tutto il 7”.

Durante i mesi dell’ultimo lockdown, la Ministra Azzolina ha ripetuto in maniera morbosa che la scuola fosse un ambiente sicuro, successivamente è stata smentita dai dati scientifici. La vaccinazione tempestiva del personale scolastico avrebbe tranquillizzato tutti, in primis gli studenti, i quali più di tutti desiderano tornare senza rischi tra i banchi di scuola.

Il piano vaccinale scolastico non avverrà nelle prossime settimane e nemmeno nei prossimi mesi, ci aspettano un inverno e una primavera rigidi, all’insegna delle quarantene fiduciarie, della paura, dei segni delle mascherine sul volto di studenti e lavoratori che ogni mattina si recano a scuola con la speranza che tutto prima o poi torni alla normalità.