LA RIVALUTAZIONE DEI BENI D’IMPRESA

Adesso puoi rivalutare gratuitamente i tuoi beni di impresa, ma c’è di più…

Il 2020 ha aperto a grandi opportunità per i bilanci aziendali, con il decreto legge di agosto è ora possibile rivalutare i beni dell’azienda e delle partecipazioni, anche su singoli beni, scontando un’imposta del 3%. Condizione necessaria è che questi siano iscritti nell’ultimo bilancio deposito.

L’intento del regolatore è quello di aiutare le aziende a patrimonializzarsi apprezzando gli asset finora iscritti al costo storico, migliorando l’indice di struttura e solidità aziendale, così da accedere più facilmente al credito ed agli istituti garanti (es. MCC).

credits. enkel.ca

La possibilità di rivalutare marchi, brevetti, design, beni immateriali è allargata a tutte le imprese, così da valorizzare al massimo e a poco “prezzo” i loro asset più importanti.

La norma prevede di rivalutare i beni aziendali, siano questi in ammortamento o già ammortizzati, ai soli fini civilistici, in modo gratuito, riportando il nuovo valore nell’inventario e in nota integrativa. La norma prevede anche la possibilità di rivalutare i beni a titolo oneroso, pagando un’imposta sostitutiva del 3%. In questo secondo caso il maggior valore attribuito verrà poi dedotto dall’anno successivo. Il saldo derivante dell’aumento sarà bilanciato nello stato patrimoniale con la costituzione di una riserva speciale in sospensione d’imposta (all’articolo 13 comma 3 della Legge 342/2000). Questa potrà essere utilizzata in caso di perdita, a copertura. Se l’anno successivo ci sarà utile, non potrà essere distribuito finché la riserva speciale non sarà reintegrata al valore iniziale.

Il DL agosto, tra le altre cose, prevede espressamente anche la possibilità di affrancare il saldo attivo derivante dalla rivalutazione pagando un’imposta sostitutiva del 10%, trasformando la rivalutazione in una riserva distribuibile ai soci.

Dal punto di vista aziendale la scelta se rivalutare a titolo gratuito o a titolo oneroso è quasi scontata, a fronte del 3% sarà possibile patrimonializzarsi, comunicare al mercato ed ai competitors il proprio valore e, senza dimenticare, avere la possibilità di aumentare le quote di ammortamento per gli anni a venire, così da abbattere l’utile futuro.